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Siamo a metà marzo 2020. Per ovvi motivi, non è consentito uscire di casa, se non per irrinunciabili motivi. Uno dei vantaggi della Macro Fotografia è la possibilità di trovare soggetti interessanti, senza viaggiare, anche in casa o in giardino. Un vaso di fiori e alcune foglie possono diventare spunti per scattare immagini interessanti o, se non altro, per fare un pò di esercizio fotografico. Potremmo definire questo genere di Macro Fotografia (o Close Up), una sorta di “fotografia casalinga”, non certo per sminuirla, però. Per l’appunto, qualche giorno fa, in una delle fioriere di casa, sono spuntati alcuni crochi, in una posizione scomoda, per la verità, ma veramente a km zero, anzi a metri zero, praticamente.

Crocus
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Ecco il gruppo di Crochi, come si presenta, in piena ombra, a causa di piante e rami sovrastanti. Questo scatto è senza flash, per mostrare la situazione, nella maniera più naturale possibile. Gli altri scatti dell’articolo, invece, sono stati interpretati, modificando la luce naturale con quella artificiale. Nikon D810, Micro Nikkor 105 2,8 AFd, f16; 1/25; iso 400. Uso, in genere, iso bassi, tra i 64 e 100, ma in questo caso la luce era veramente poca e si rischiava il mosso, nonostante l’uso del treppiede.

Tra l’altro, mi è venuto in mente che, il mio primo articolo pubblicato, in assoluto, era illustrato con fotografie scattate nel giardino del babbo, nel lontano Luglio 1999: “I Fiori nel Giardino”: una serie di macro fotografie di fiori, petali e gocce d’acqua, scattate in un lungo periodo di convalescenza che mi teneva lontano dalle montagne e bloccato in casa. Per i curiosi, alla fine di questo testo, trovate un estratto di questa mia prima assoluta. Poi sono seguiti più di 500 articoli, su numerosissime riviste. Sotto, alla fine…

Interpretazione del soggetto

Il primo scatto rappresenta il soggetto nella maniera più naturale possibile. I seguenti, invece, sono stati interpretati, modificando la luce naturale (con il flash), oppure con varie regolazioni di diaframma per modificare la profondità di campo.

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Rispetto alla foto precedente, l’inquadratura è più selettiva. Il soggetto diventa il crocus a sinistra, con il pistillo ben nitido e a fuoco. In questi soggetti di mette sempre a fuoco il pistillo. Nikon D810, Micro Nikkor 105 2,8 AFd, f16; 1/25; iso 100. Treppiede Il flash, un sb 800 era piazzato lateralmente, sulla sinistra, in modo da mischiare la luce ambiente con quella artificiale. Era collegato alla fotocamera con un cavo sc 17. Il diaframma è chiuso per avere una profondità di campo estesa.
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In queste due ultime foto, ho mischiato la luce ambiente con quella del flash. Il soggetto era totalmente in ombra e, senza flash, la foto sarebbe risultata piatta, senza l’insieme di luce e ombra che dona profondità alla foto. Profondità di campo estesa, per entrambi gli scatti, ottenuta con diaframma chiuso. Entrambe le foto:
Nikon D810, Micro Nikkor 105 2,8 AFd, f16; 1/60; iso 100. SB 800, con cavo SC 17.

Profondità di campo limitata

Gli scatti precedenti hanno profondità di campo estesa, come si una in genere in macro fotografia. Nulla vieta, però, di cercare immagini soffuse, diverse, con sfocati netti ed evidenti, come nelle foto sottostanti.

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Messa a fuoco su un petalo, il più vicino. In genere, in questo genere di foto, si mette sempre a fuoco il pistillo. In questo caso, il soggetto è totalmente interpretato e diverse dai classici scatti di macro fotografia. Il diaframma è apertissimo, per ottenere profondità di campo ridottissima. Nikon D810, Micro Nikkor 105 2,8 AFd, f3,5; 1/160; iso 250

Modifica del Bilanciamento del bianco

In genere il bilanciamento del bianco è uno dei pochi automatismi che funziona piuttosto bene. Scattando in RAW è poi possibile modificarlo in post senza problemi. Nella prima foto, sotto, è in automatico. Nella seconda è stato modificato, in post, in settandolo in “nuvoloso”. Il risultato è molto diverso. Il secondo scatto è nettamente più caldo e, a mio avviso, piacevole.

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Il primo scatto ha bilanciamento del bianco in automatico, il secondo, invece, è stato settato su “nuvoloso” e risulta, quindi, più caldo. Nikon D810, Micro Nikkor 105 2,8 AFd, f4; 1/200; iso 250. Treppiede.

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Il mio primo articolo, testi e foto, pubblicato sulla rivista FOTOGRAFIA REFLEX, nel lontano 1999. Ne sono seguiti più di 500, sino ad oggi. Tutte le foto sono state scattate nel giardino del mio babbo. Tutte con Nikon F90x. Pellicola Kodakchrome Elite 100. Treppiede. Ottiche: Micro Nikkor 105 2,8 AFD e Micro Nikkor 60 2,8 AF. Per alcuni scatti è stato utilizzato il soffietto PB6, per altri i tubi di prolunga.

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