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L’effetto “bolle di sapone” del suo sfocato, così particolare e caratteristico, rende questo obiettivo, degli anni 50, interessante anche per fotografie di fiori, di genere close up. Questo medio tele non è un macro. Per scattare le immagini pubblicate in questo articolo è stato usato un tubo di prolunga da 21 mm, accessorio importante in questo caso. Si possono aggiungere anche altri tubi, in modo da ottenere un ingrandimento maggiore.

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In formato quadrato, immagine scattata con Nikon D810 e
Meyer Goerlitz Trioplan 100mm f/2.8. La messa a fuoco è sulla spina centrale. Il diaframma è alla massima apertura, ovvero a f 2,8, in modo da accentuare l’effetto sfocato delle gocce d’acqua sullo sfondo. Chiudendo il diaframma l’effetto bolle diminuisce e le gocce assumono, mano a mano, dimensioni minori e meno tondeggianti.

Meyer Optik Goerlitz Trioplan 100mm f/2.8 : l’effetto bolle.

Eccolo…il tubone di ferro ! Il Trioplan 100. Altro non è che un vecchio obiettivo, prodotto dal 1950 al 1955. Veramente un’ottica di una “certa età”, come si suol dire. Venduto a poche lire o, in periodo più recente, a pochi euro sino a poco tempo fa. Oggi tornato incredibilmente di moda grazie al suo grande pregio, un difetto ottico bello e buono. Appunto…bello e buono. Questa vetusta ottica riproduce i punti luminosi fuori fuoco come fossero delle strane bolle di sapone, ovvero cerchi luminosi di aspetto quasi onirico. L’effetto estetico è interessante per fotografare i fiori, ma può essere divertente anche nella fotografia di ritratto.

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Ecco il Trioplan 100 mm 2,8. Dall’aspetto molto vintage, metallico, argenteo, con la ghiera dei diaframmi vicino alla lente frontale, morbida e fluida,in questo esemplare. La ghiera di messa a fuoco, invece, è un pò più rigida e meno uniforme nei movimenti. E’ sempre un’ottica degli anni 50 !

Caratteristiche
Meyer Optik Goerlitz Trioplan 100mm f/2.8

  • Focale: 100 mm
  • Angolo di campo: 24 gradi controlla
  • Diaframma: da f 2,8 a f 22
  • Messa a fuoco: manuale…per forza è del 1950 !
  • Distanza minima di messa a fuoco: 110 cm
  • Lunghezza: 9,5 cm
  • Peso: 280 gr, circa
  • Paraluce: ha una sorta di paraluce incorporato.
  • Interessante per: punti luminosi fuori fuoco ad effetto bolla di sapone.
  • Attacco baionetta: Exacta oppure Vite, da utilizzare con specifico anello adattatore.
  • Note: non è un obiettivo macro, contrariamente al pensiero di molti. Si utilizza in stop down. Il mio è utilizzato, su Nikon F, con un anello adattatore con lente interna, in modo da mantenere la possibilità di messa a fuoco all’infinito. Mai usato all’infinito !

A volte ritornano (di moda)

Complici i social network e la velocità di divulgazione delle immagini su internet, negli ultimi anni, l’effetto bokeh di questo obiettivo vintage ha fatto proseliti. L’ottica è tornata in auge ed è diventata piuttosto ricercata. Anche il suo prezzo è levitato notevolmente. Anche la fotografa tedesca Sandra Bartocha, che ha scattato parecchie immagini con questo 100 mm, ha contribuito a ” resuscitare” questo aggeggio. Personalmente l’ho preso per uscire un pò dai classici canoni estetici richiesti dalle foto che scatto per lavoro (destinate alla pubblicazione su libri e riviste) che hanno un codice estetico ben preciso e seguono regole piuttosto rigorose, cercando soprattutto la riproduzione fedele della realtà.

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Il colore del fiore e lo sfondo sfocato, con le bolle tonde, ottenute con il Trioplan 100, con tubo di prolunga da 21 mm. Il diaframma è 2,8, in modo da ottenere un bokeh notevole che accentua l’effetto delle bolle. La fotocamera, una Nikon D810 è posta sul treppiede. Un colpo di flash, un Nikon Sb 800, collegato alla fotocamera con cavetto sc 17, ha accentuato la brillantezza delle gocce d’acqua.
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Nikon D810; Trioplan 100 mm f 2,8. Treppiede. Iso 100. Diaframma a tutta apertura, per accentuare il bokeh. Flash, mixato con la luce ambiente (altrimenti avremmo lo sfondo scuro), per evidenziare le gocce d’acqua. Anche in questo caso, parliamo di una foto di close up e non di una vera e propria macro. Ma è importante ?
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Campanula, con “bolle di sapone”, effetto del Trioplan che riproduce i punti luce, in controluce, in questo modo. Nikon D810 e Trioplan 100. Mettere a fuoco, con questa ottica, non è semplicissimo e richiede un pò di pratica. A mano libera è decisamente complicato. Meglio con il cavalletto e con una slitta micrometrica, accessorio classico per macro.

Sequenza di scatto con il Trioplan

  • Si sceglie un soggetto in controluce, magari con delle gocce d’acqua sullo sfondo.
  • In genere, per foto di fiori, si aggiunge un tubo di prolunga, poichè la messa a fuoco minima del Trioplan 100 è piuttosto elevata (110 cm)
  • In genere uso un tubo di prolunga da 21 mm. A volte ne aggiungo altri.
  • Si piazza la fotocamera sul treppiede.
  • Si mette a fuoco, con precisione, con diaframma a tutta apertura. L’ottica non ha l’accoppiamento del diaframma. Significa che se chiudiamo il diaframma, entra meno luce, e l’immagine si scurisce. Normalmente, con ottiche moderne, l’inquadratura si vede sempre come se il diaframma fosse comunque a tutta apertura. Nel momento dello scatto, si chiude al valore effettivo.
  • Si misura l’esposizione, con un esposimetro esterno, oppure, in maniera più semplice, con la nostra fotocamera e un’altra ottica.
  • Si chiude il diaframma, se necessario, al valore desiderato. In genere, però, l’effetto “bolle di sapone” è più evidente a diaframma aperto.
  • Si imposta il tempo di posa.
  • Usiamo iso bassi, per ottenere la miglior qualità di immagine possibile e assenza di rumore digitale.
  • Flash: per accentuare l’effetto “bolle di sapone” si può usare il flash, sia in controluce, sia laterale alla fotocamera. Sconsiglio di usare il lampo dalla slitta della fotocamera.

Ti interessano le ottiche vintage ? Vuoi approfondire ? Guarda l’articolo di Christian Locatelli, sul sito FotoPerCorsi

Ottiche Vintage: quando i difetti divengono pregio fotografico

Cesare Re

www.macro-fotografia.it
www.recesare.com
www.fotopercorsi.com
www.trekking.it/blog/fotografare
 

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