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Non sempre si cerca la nitidezza, in macro fotografia. E’ possibile ottenere foto interessanti anche con immagini soffuse, come questa. In questo caso, tra l’altro, conta molto il fatto che l’ottica utilizzata sia il “Meyer Optik Goerlitz Trioplan 100mm f/2.8”, meglio conosciuto come Trioplan 100 e, per lo più, abbinato ad un soffietto che ne modifica ulteriormente le prestazioni. Nikon D810; Trioplan 100 2,8; soffietto; treppiede; flash Nikon SB 800, separato dalla fotocamera, tramite cavetto.

Il bello della Macro Fotografia, a mio avviso, è la possibilità di ottenere scatti diversi, poco consueti, immagini di un piccolo mondo che non siamo abituati a vedere. Nei miei workshop di fotografia e di macro fotografia, le persone che guardano nel mirino di una fotocamera con montato un obiettivo macro, per la prima volta, entrano in un nuovo universo e rimangono sempre stupiti dall’aspetto delle cose piccole, dei petali dei fiori, della texture di una corteccia, oppure dall’aspetto così diverso di un’aracnide o di un insetto. La macro, quindi, consente di ottenere immagini inconsuete. E si sa, è proprio questa diversità estetica ad attrarre l’occhio dell’osservatore, anche per fotografare i fiori.

Il Meyer Optik Goerlitz Trioplan 100mm f/2.8

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Ecco il Trioplan 100 mm 2,8. Dall’aspetto molto vintage, metallico, argenteo, con la ghiera dei diaframmi vicino alla lente frontale, morbida e fluida,in questo esemplare. La ghiera di messa a fuoco, invece, è un pò più rigida e meno uniforme nei movimenti. E’ sempre un’ottica degli anni 50 !

Per ottenere immagini notevolmente diverse ed inconsuete, ho utilizzato quest’ottica montata su soffietto, in modo da aumentare l’ingrandimento. Ma quali sono le caratteristiche peculiari di questo obiettivo degli anni 50? Ne ho parlato in questo articolo: Fotografare i fiori con il Trioplan 100 mm 2,8 Ti consiglio di leggerlo, prima di proseguire, soprattutto perché ti spiego la grande peculiarità di questa lente, ovvero il suo “EFFETTO BOLLE”.

bolle e petalo
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Tante, tante bolle in questo scatto, grazie anche al controluce ed all’utilizzo del flash. L’ottica, su soffietto, era a tutta apertura. Il tempo di posa è di 1/250 di secondo. La Nikon D810, con soffietto e Trioplan, era su un solido treppiede.

Le foto

Tutte le foto che vedete in questo post hanno lo stesso soggetto, lo stesso fiore, o meglio gli stessi petali di petunia. Utilizzando il soffietto, però, si aumenta l’ingrandimento e si ottengono sempre scatti diversi, a seconda del suo allungamento. L’idea, usando il Trioplan, è ovviamente quella di ottenere l’effetto bolle. Non sai cosa sia un soffietto fotografico? Ne ho parlato in questo articolo: Macro Fotografia. Ma come si utilizza il soffietto?

Trioplan e Soffietto Fotografico, sequenza di scatto

  • Si monta il soffietto tra fotocamera e obiettivo Trioplan, come se fosse un tubo di prolunga. Più si allunga il soffietto e maggiore è l’ingrandimento.
  • Non si potrà più sfruttare nessun tipo di automatismo, né di esposizione, né di messa a fuoco.
  • Si sceglie un soggetto in controluce, magari con delle gocce d’acqua sullo sfondo. L’effettone si ottiene solo in contro luce.
  • Si piazza la fotocamera sul treppiede.
  • Si mette a fuoco manualmente, con precisione, con diaframma a tutta apertura. Il soffietto (e neanche l’ottica) non ha l’accoppiamento del diaframma. Significa che se chiudiamo il diaframma, entra meno luce, e l’immagine si scurisce. Anche se allunghiamo l’estensione del soffietto, entra meno luce. Normalmente, con ottiche moderne (e senza soffietto), l’inquadratura si vede sempre come se il diaframma fosse comunque a tutta apertura. Nel momento dello scatto, si chiude al valore effettivo di diaframma.
  • Si misura l’esposizione, con un esposimetro esterno, oppure, in maniera più semplice, con la nostra fotocamera e un’altra ottica, prima di montare il soffietto e il Trioplan.
  • Si chiude il diaframma, se necessario, al valore desiderato. In genere, però, l’effetto “bolle di sapone” è più evidente a diaframma aperto.
  • Si imposta il tempo di posa.
  • Usiamo iso bassi, per ottenere la miglior qualità di immagine possibile e assenza di rumore digitale.
  • Flash: per accentuare l’effetto “bolle di sapone”, e per lo più con il soffietto, è quasi obbligatorio usare il flash, sia in controluce, sia laterale alla fotocamera. Impossibile usare il lampo dalla slitta della fotocamera, perché il soffietto e l’ottica costituiscono un ostacolo fisico alla luce del lampo.
  • Come di usa il Flash, in questo caso? Vi racconto un metodo empirico e semplice, in questo articolo, visto che spiegare l’uso del flash richiederebbe un intero post. Orientiamo il lampo, staccato dalla fotocamera (o collegato tramite cavetto dedicato), verso il soggetto, nella direzione che riteniamo migliore. Usiamo iso bassi, intorno ai 100, in modo che il lampo non “bruci” (sovraesponga) il soggetto. Usiamo un diaframma consono al risultato che vogliamo ottenere: diaframma aperto, per l’effetto bolle, oppure diaframma chiuso, per avere una profondità di campo un poco più estesa. In questo caso, cercavo immagini soffuse, quindi, ho usato diaframma aperto, per diminuire la profondità di campo e accentuare le bolle. Col diaframma aperto, il flash va distanziato maggiormente dal soggetto, altrimenti si rischia di sovraesporlo. Proviamo, quindi, a scattare. Se il soggetto è troppo illuminato, allontaniamo il flash. Se è troppo buio, avviciniamo il flash. E il tempo di posa? Buone notizie. In questo caso non ci interessa la luminosità o meno dello sfondo, parametro influenzato dal tempo di posa. Come dicevo, però, il flash richiede un post a sé stante. Quindi, abbiate fede e impostate il tempo di posa più veloce che vi consente la vostra fotocamera, generalmente tra 1/125 e 1/250 di secondo. Si lo so…è veramente un metodo empirico, una sorta di “prova e riprova”, ma per iniziare può essere un’idea, più semplice di quanto non sembri.
  • Note: l’ottica è degli anni 50. Non è progettata per macrofotografia. In più la stiamo abbinando ad un soffietto…Non si può pretendere che l’immagine sia nitida e ben definita. Consiglio, quindi, di puntare sull’effetto bolle e sull’effetto soft, con immagini soffuse e oniriche. Se volete ottenere immagini nitide, con dettagli ben definiti, non usate il Trioplan, ma un normale obiettivo macro.

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Terza foto, sempre allo stesso petalo, sempre con gocce d’acqua e sempre in controluce. Monotono sei, direte. L’idea, però, è proprio dimostrare come si possa interpretare lo stesso soggetto (o meglio un particolare dello stesso soggetto), in modo diverso. Sempre Nikon D810, con flash, soffietto, treppiede e il Trioplan 100, l’ottica dell’effetto bolle. Iso 64 e diaframma a tutta apertura.

Ti interessano le ottiche vintage ? Vuoi approfondire ? Guarda l’articolo di Christian Locatelli, sul sito FotoPerCorsi

Ottiche Vintage: quando i difetti divengono pregio fotografico

Cesare Re

www.macro-fotografia.it
www.recesare.com
www.fotopercorsi.com
www.trekking.it/blog/fotografare

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