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L’autunno è periodo di colori, con possibilità fotografiche notevoli, soprattutto nel bosco.  Alberi, foglie e cortecce sono i soggetti fotografici principali. Anche i funghi, però, consentono immagini suggestive e molto descrittive della stagione. Sono, però, più difficili da trovare e sicuramente più effimeri. Scattare foto di questo genere significa concentrarsi sul particolare, oppure su “immagini ambientate”. In alcuni casi, quando il soggetto è piccolo, parliamo di foto di vera e propria macro-fotografia. In questo post, però, ragioneremo su soggetti un poco più grandi, definibili come “Close Up”. Per fotografare un fungo, in primo piano, si deve scegliere se vogliamo una profondità di campo estesa, oppure no. In certi casi, può essere utile sfocare leggermente lo sfondo, in modo da avere il fungo nitido e lo sfondo leggermente sfocato.

funghi, mazze di tamburo, una aperta e altre due chiuse, con alberi sullo sfondo, nel sottobosco
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Nikon D800; Micro Nikkor 70-180 AFD, 4,5/5,6; treppiede. Flash Sb 800, montato sulla slitta. F 5,6, 1/125, iso 200; gelatina ambrata sulla parabola del flash, per scaldare la luce fredda dello stesso. Esposizione misurata in Matrix. La luce ambiente è stata mixata con quella del lampo, in modo da ottenere lo sfondo illuminato, come il primo piano. Se la luce del flash fosse stata più intensa di quella ambiente, avremmo avuto lo sfondo scuro. Parlerò, in futuro, del flash in macro-fotografia. In queste immagini, l’importante che i fusti degli alberi non si sovrappongano a quelli dei funghi. Altrimenti la composizione sarebbe meno “limpida” e più confusa. Il diaframma è aperto, in modo da avere lo sfondo leggermente sfocato, per concentrare l’occhio dell’osservatore sul soggetto. Uno sfondo troppo nitido sarebbe fastidioso e renderebbe l’immagine confusa.

Per avere una profondità di campo estesa si usa un diaframma chiuso, intorno a f 11 o f 16. Per sfocare lo sfondo e concentrare l’occhio dell’osservatore sul soggetto, come nei ritratti, si usano diaframmi più aperti, tipo f 4, o similari.  Interessanti anche le foto d’insieme, “immagini ambientate”, nelle quali si osserva il soggetto nel suo ambiente naturale, per esempio, con uno sfondo di foglie o di alberi e cortecce. In questi casi si usa un obiettivo grandangolare e un diaframma abbastanza chiuso, in modo che gli alberi sullo sfondo siano ben riconoscibili. Come ottiche, ovviamente, sono consigliabili obiettivi macro, con focali tra i 60 e 105 mm.

funghi bianchi su legno scuro
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In questo caso, i soggetti erano molto piccoli ed è stato necessario l’uso di un’ottica macro, come il Micro Nikkor 105 2,8 AFD. Il diaframma è un f 7,1, in modo da avere nitidezza sul fungo più basso e lo sfondo leggermente sfocato, in modo da non recare disturbo all’osservatore. Il punto di messa a fuoco, determinante in macro-fotografia è il fungo più in basso. Dal punto di vista compositivo, l’immagine rispetta appieno la regola dei terzi. Il tempo di posa è di 1/200 di secondo, dovuto anche agli iso di 320. C’era poca luce ed ho preferito alzare leggermente gli iso. La misurazione della luce è in spot, sul fungo in basso.

Anche i grandangoli, dai 14 ai 20 mm sul formato pieno, sono molto utili per le immagini ambientate. Il punto di messa a fuoco è sempre sui funghi in primo piano, almeno nel 90 % dei casi.  Spesso, nel sottobosco, la luce non è ottimale o è poca. Il cavalletto è quasi sempre indispensabile. Un flash, separato dalla fotocamera, è importante per modificare la luce. In attesa di un post più approfondito sul flash, ecco un modo semplice di utilizzarlo: settare la fotocamera in M e il lampo in TTL; impostare iso bassi, utilizzare un diaframma chiuso e il corrispondente tempo di posa suggerito dall’esposimetro. Se ti interessa approfondire l’argomento flash, dai uno sguardo a questo articolo: Cos’è la Macro Fotografia. Se il soggetto è troppo chiaro, allontanare fisicamente il lampeggiatore, oppure chiudere ulteriormente diaframma e abbassare gli iso, se possibile. Ad oggi, esistono anche degli illuminatori a led, a luce continua, interessanti per questo tipo di foto. La luce è molto fredda (ancora più della luce flash), ma si può scaldare con appositi filtri ambrati, in genere forniti a corredo.

Macro-fotografia di funghi alla luce del tramonto, con sfondo scuro.
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Effetto tramonto, ottenuto con l’ausilio di un illuminatore a LED della Manfrotto. La luce freddissima de LED è stata scaldata con filtro ambrato, posto proprio sull’illuminatore. Il LED era posto molto vicino al soggetto, in modo da illuminare i funghi. Nikon D810, Micro Nikkor 60 2,8 AF. F8; 1/100; iso 640. La luce era veramente pochissima ed ho dovuto aumentare gli iso, anche perchè la foto è scattata a mano libera. In questa posizione non era proprio possibile piazzare il treppiede. La luce di questo LED, tra l’altro, è piuttosto debole. Per ottenere una luce LED intensa è necessario utilizzare Led di grandi dimensioni.
Fungi con lamelle in primo piano.
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Per questa foto e per la successiva: Nikon D800, Micro Nikkor 60 AF 2,8, iso 100, Treppiede. Sia questa immagine,sia la successiva sono scattate con un flash, per illuminare un soggetto che, altrimenti, sarebbe risultato troppo in ombra, visto che il bosco non permetteva alle luce naturale di filtrare. Nella prima, il Flash, un SB 600, è stato orientato dal basso verso l’alto. f16; 1/125 di secondo. iso 100. Nella seconda, invece, l’inquadratura è diversa, così come la posizione del flash.
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Se ti interessa approfondire l’argomento flash, ne ho parlato anche in questo articolo: Macro Fotografia.

Per imparare la Macro Fotografia, puoi dare uno sguardo ai programmi di due workshop che ho in calendario:

Uscita Pratica Macro. Parco del Ticino: foglie, funghi, cortecce e flash, il 23 Novembre 2019.

Workshop Completo di Macro Fotografia, a Tornavento, al Centro Parco Ticino ex Dogana Austro Ungarica, il 16 e 17 Maggio 2020.

Cesare Re

www.macro-fotografia.it
www.recesare.com
www.fotopercorsi.com
www.trekking.it/blog/fotografare
333.93.59.262; recesar@libero.it

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