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Profondità di Campo

libellula macro fotografia
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In questo tipo di immagini è importante che la profondità di campo sia estesa. La messa a fuoco, per i soggetti animati, è da farsi sempre sull’occhio più vicino all’obiettivo. Nikon D300, Micro Nikkor 70-180 (160 mm), Iso 200, f 16, t 1/250, Flash SB 600 staccato dalla fotocamera con cavo dedicato sc 17. Treppiede.

Generalmente in macro-fotografia, si cerca di ottenere tutto il soggetto nitido, o per lo meno si lavora sempre per avere la profondità di campo più estesa possibile. E’ importante sottolineare che il punto di messa a fuoco, in fotografia, è sempre uno solo. In realtà, sarebbe più corretto parlare di “piano di messa a fuoco” (una sorta di parete di messa a fuoco, un piano verticale). Tutti i soggetti posti su questa sorta di parete immaginaria, quindi, risultano fuoco. Per avere nitidi anche i soggetti davanti e dietro, si aumenta la profondità di campo, chiudendo il diaframma.

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Scilla a due foglie. Il soggetto è totalmente nitido, ma lo sfondo è sfocate. La messa a fuoco è sui pistilli. Se lo sfondo fosse stato nitido, le foglie, avrebbero dato fastidio, impedendo all’occhio dell’osservatore di concentrarsi sul soggetto, ovvero sui fiori. La composizione è molto centrale, nonostante , da regola di composizione, sia consigliabile decentrarlo leggermente. In questo caso, però, la foto risulta essere efficace. La luce è naturale, quella limpida di una giornata tersa nel Parco del Ticino. Il diaframma ? E’ molto chiuso, f 16, ma lo sfondo è comunque sfocato, perché il soggetto è molto piccolo e più diminuisce la distanza di messa a fuoco e più la profondità di campo diminuisce. Nikon F90x,
Micro Nikkor 60 2,6 AFD.

Cosa è, quindi, la profondità di campo?

E’ la zona nitida, dalla fotocamera al soggetto e dal soggetto allo sfondo o all’infinito.

  • Chiudendo il diaframma, si aumenta la profondità di campo, sia davanti, sia dietro il piano di messa a fuoco. Con diaframma aperto, invece, si diminuisce la profondità di campo.
  • Più ci avviciniamo al soggetto e più la profondità di campo diminuisce. In macro fotografia è, quindi, veramente molto ridotta.
  • Possiamo dire, quindi, che la profondità di campo diminuisce all’aumentare dell’ingrandimento.
  • Anche la focale influisce: più l’ottica è lunga e più la profondità di campo diminuisce. In macro, se scattiamo con una focale di 50 mm, si può dire che, a parità di distanza e di diaframma, avremo una profondità di campo maggiore, rispetto all’utilizzo di un 150 o 200 mm.   
  • Altro fattore importante è posizionare la lente dell’ottica parallela al soggetto. E’ sufficiente inclinare leggermente la lente rispetto al soggetto per diminuire la profondità di campo. Se state scattando ad un piccolo insetto, per esempio, la differenza sarà veramente notevole.
  • Da non sottovalutare la dimensione fisica del sensore e il numero dei mega piexel: tanto sono maggiori e più è visibile ed evidente lo sfocato. Quindi, la profondità di campo di una full frame da 36 mega piexel, per esempio, si può dire che risulti essere minore di quella di una fotocamera apsc da 16 mega.

Tutto nitido ?

Nella maggior parte dei casi, il macro fotografo è alla ricerca, quasi spasmodica, di una estesa profondità di campo. Nei miei workshop di fotografia, però, suggerisco sempre di avere “mentalità aperta” e di non “fossilizzarsi” sulle regole e sui codici dei vari generi fotografici.

Sono molti i soggetti, in macro o close up, che risultano interessanti anche scattando in modo da ottenere una profondità di campo minore o non estesissima.

I fiori, per esempio, diventano soggetti molto suggestivi, mettendo a fuoco il pistillo e scattando con diaframma tale da ottenere nitidi i petali e lo sfondo sfocato. Ovviamente molto dipende anche dalla dimensione del fiore stesso. Se è molto piccolo, per ottenere profondità di campo estesa è necessario chiudere molto il diaframma, anche intorno agli f 16 o f 22. Se il fiore è di dimensioni più generose, potrei voler avere tutto il soggetto nitido, ma lo sfondo sfocato, per non distrarre l’occhio dell’osservatore dal soggetto. Di volta in volta, sarà necessario scegliere il diaframma a seconda delle dimensioni del soggetto, dell’ingrandimento voluto e della lunghezza focale dell’ottica e dalle dimensioni del sensore della fotocamera.

fiore di elleboro in contro luce
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Mettete sempre a fuoco il pistillo, nella fotografia di fiori! In questo caso, in realtà, la messa a fuoco è sull’ombra del pistillo, attraverso il petalo. E’ o non è una messa a fuoco sul pistillo ? Nikon D800, Micro Nikkor 60 AF 2,8. f 5,6, 1/1000, matrix. Compensazione + 1/3 di EV per il controluce.

Sfondo sfocato o immagine non del tutto nitida

Nel caso di fotografia di fiori, sfocando lo sfondo, se questo è composto da altri fiori, si otterranno delle interessanti macchie di colore. Giocando con lo sfocato, l’importante è che il punto di messa a fuoco sia preciso e ben definito, in modo da avere una parte del soggetto nitida.

Fiore colorato con sfondo sfocata
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Uno scatto in pellicola diapositiva, per una serie di fotografie realizzate in alcuni giardini. Alcune di queste immagini di fiori furono poi utilizzate nel mio primo articolo (testi e foto), pubblicato sulla rivista “Fotografia Reflex”, con titolo “I Fiori nel Giardino”. Era il lontano luglio 1999. La foto è del 1998 ed è scattata con la Nikon F90x, il Micro Nikkor 60 2,6 AFD e il Flash Nikon SB 26. Fotocamera su treppiede. Kodak Elite 100. L’effetto, o meglio “effettone” della stella, proprio in centro al fiore, è dovuto alla luce del flash che si riflette su una goccia d’acqua e anche al filtro Cross Screen che si usava ai tempi, per rendere le font di luce “a stella”. Nei miei corsi e nei miei workshop di fotografia consiglio sempre di avere mentalità molto aperta e di non scartare nessuna possibilità a priori. L’importante è fare se
mpre delle scelte consapevoli.

Se per scatti di fiori e vegetazione, in genere, lo sfocato è tendenzialmente accettato e considerato quasi normale, per foto di soggetti animali è una scelta piuttosto coraggiosa, come nella seguente immagine.

Lumaca tra la vegetazione
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Una macro con il soggetto non tutto nitido, anzi con macchie di colore dovute proprio allo sfocato. La messa a fuoco è sull’occhio del soggetto. L’inquadratura è stata poi ricomposta. Gli iso sono insolitamente molto alti, addirittura 1600. Solitamente scatto, sempre o quasi, con iso bassi, intorno ai 100. Qui, in verità, non avevo il treppiede, praticamente indispensabile, o quasi, per questo tipo di foto. Nikon D800, Micro Nikkor 105 2,8 AFD, f9, 1/40; iso 1600.

Cesare Re

www.macro-fotografia.it
www.recesare.com
www.fotopercorsi.com
www.trekking.it/blog/fotografare
333.93.59.262; recesar@libero.it

Cesare Re

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